Siamo tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento.
L’Italia è divisa in Comuni e Signorie, l’arte e la filosofia sono in fermento.
La poesia amorosa precedente (Scuola siciliana e poeti toscani) aveva già nobilitato il tema dell’amore, ma restava legata a forme convenzionali.
“Dolce Stil Novo” = nuova maniera dolce di poetare.
Così definito da Dante nel Purgatorio (XXIV).
Innovazioni principali:
L’amore è esperienza spirituale e intellettuale, non solo passione sensuale.
La donna diventa figura angelica, mediatrice verso Dio.
Linguaggio limpido, armonioso, con immagini luminose e musicali.
Guido Guinizzelli → il “fondatore”, parla di amore come nobilitazione dell’animo.
Guido Cavalcanti → più razionale e drammatico: l’amore è esperienza complessa, a volte dolorosa.
Dante Alighieri → porta lo Stil Novo al massimo livello nella Vita Nova: Beatrice è simbolo divino.
La donna come “angelo terreno” che eleva l’uomo.
L’amore come forza naturale, paragonata alla luce o al fuoco.
Uso di un lessico raffinato, musicale.
Lo Stil Novo segna la nascita della letteratura moderna italiana.
Fonda un linguaggio poetico che apre la strada a Dante, Petrarca e Boccaccio.
È la prima vera “scuola poetica” europea che unisce filosofia, religione e lirica.